Sudan fishing part 1

Era qualche anno ormai che avevo addocchiato il Sudan come un potenziale hot spot, tutto era rimasto lì, nell'anticamera del cervello e ad altre 20 destinazioni. Ma a volte la vita prende una direzione imprevista, e così, dopo aver conosciuto il proprietario di una barca da diving, che guarda caso lavora in Sudan, decidiamo di organizzare un viaggetto esplorativo di tre settimane, in modo da poter testare le potenzialità del posto per il popping e il jigging.
Le premesse non sono male, si parla di enormi branchi di squali martello, tanti altri squali di ogni genere, Gt, doggy grossi come squali, praterie di cernie, barracuda e pesci napoleone.

Basta uno sguardo per capire le potenzialità di un posto del genere...

Stiamo parlando del mar rosso, un mare vicinissimo a casa nostra, sicuramente inflazionato nel nostro ideale a causa del turismo di massa e del declino delle acque egiziane. Ma in Sudan è tutto diverso, non ci sono hotel, solo una manciata di barche diving che si spostano tra alcuni dei reef più belli del mondo, pochissimi turisti tutti subacquei e acque ancora incredibilmante vergini, a parte qualche improvvisato trainista da rapala magnum.

Chiedo al marinaio di fermarsi un secondo perchè so che su quest'angolo il Gt arriverà,e subito SBAAM...

Visitare un altro posto completamente sconosciuto al popping e al jigging mi elettrizza, l'idea di dover capire, cercare e adattarmi, senza che qualcuno mi dia la pappa pronta, per me rappresenta l'apice del viaggio di pesca e, dell'appagamento personale.
Insomma, il viaggio parte sotto i migliori auspici, e appena arrivato ,durante la prima pausa di navigazione, in una laguna incanno tre Gt tutti sopra i 20 kg, che senza motivo si slamano lasciandomi incredulo, e siamo nel reef più frequentato del Sudan, evidentemente nessuno ci pesca, come nel resto dei reef che ho visitato in seguito, troppo lontani e inospitali per dei pescatori costieri, e quindi ancora selvaggi al 100 %.

Mentre qualcuno si immerge,dedico mezz'ora al popping.

Parlando di pesca, ho avuto la fortuna di provare una bella quantità spot e anche di fare una bella dose di immersioni, che mi hanno fatto capire realmente la ricchezza di queste acque. Il Sudan, presenta reef e isole con morfologie radicalmente diverse tra loro a seconda della zona che si sceglie come base, il che influenzerà anche il modo di cercare i pesci in funzione della corrente.

Uno dei tanti Marbeled grouper.

Proprio in presenza di corrente, che in mar rosso varia apparentemente senza regole, l'attività dei predatori diverrà frenetica, e vista l'abbondanza di plateu e drop off , sarà possibile trovare i pesci concentrati in punti definiti.

Il big della settimana,ma si può fare mooooolto meglio...

Questi spot, sono spesso punti diving, sui quali oltre ad aver fatto qualche lancio, mi sono anche immerso, potendo osservare sui plateu e in prossimità del reef branchi di Gt, grossi barracuda, doggy quasi in superficie, parecchi squali grigi e sparuti squali martello, mentre nelle immersioni profonde ho appurato la presenza di doggy che da soli valgono la vacanza, ed enormi branchi di martelli.

Gt preso in 70 cm d'acqua.

Pescando a popping, la taglia media dei Gt è decisamente interessante, con pesi medi tra i 13 e i 20 kg, oltre a una incredibile quantità di attacchi da parte di cernie, snapper e coral trout, il che rende il posto ideale anche a chi si vuole avvicinare alla pesca tropicale, dato che una alta quantità di attacchi, permette di mettere a punto le tecniche di ferrata, combattimento e nervi saldi.

La pesca da riva offre possilità splendide.

Oltre a queste catture canoniche, nelle giuste condizioni, gli attacchi da parte di squali anche grossi a galla sono una realtà, tanto che in due brevissime sessioni crepuscolari in un paio di hot spot ho alzato 2 grossi grigi che però non sono rimasti attaccati, mentre in una zona di bassofondale sono riuscito ad avere un black tip di una quindicina di kg pescando in wading dal reef, di cui purtroppo non ho foto in quanto mi trovavo solo e in mezzo ai frangenti, che rimarrà comunque nella mia memoria come una delle catture più sognate e conquistate della mia carriera.

.... CONTINUA

Svezia...The Baltic sea

Una distesa di canneti interrotta da casette che sembrano uscite da una favola, un alternarsi di erbai e rocce... questo è il mar baltico.
Un mare dove la salinità nei pressi delle sponde è bassa e permette l' esistenza di una miriade di forme di vita animali e vegetali presenti anche nei nostri laghi ... Tra queste il predatore per eccellenza, il northerner Pike.

La casa dei sogni per un pescatore... pontile, barca, cosa si può volere di più.

In queste acque salmastre il luccio non è pigro come quello nostrano, qui si nutre prevalentemente di aringhe e la grande quantita di grasso presente in esse rende il pesce molto piu vitale e reattivo, infatti nonostante io non sia un grande esperto di questa tecnica ho impiegato davvero poco tempo ad entrare in pesca .

Bel luccio da 105 cm

Qui sul baltico si usano prevalentemente grossi jerk, non abbiate cura della velocità di recupero, come dicevo i pesci sono davvero aggressivi, la leggera salinità dell' acqua li porta ad essere più simili ai pinnuti marini, non serve martellare in un solo punto, nel baltico si drifta con il vento, battendo tutti quegli anfratti che si formano nei canneti, negli erbai oppure tra le rocce che affiorano.
Io personalmente non credo nei colori delle esche, penso sia molto più importante cambiare il jerk in base alla profondità e con il variare dello scenario di pesca e quindi altezza e conformazione degli erbai è necessario effettuare i primi lanci al meglio, senza raccogliere con le ancorette tutte quelle foglie che infastidiscono il recupero e il movimento.

Un altro esemplare bello vitale.

Altra tecnica molto efficace soprattutto per i grossi lucci, è la pesca sulle secche. Il Baltico essendo un mare presenta delle vere e proprie selle qua e la, intercettabili solo con un ecoscandaglio, che passano da una ventina di metri ad eppena cinque o sei. Per questa pesca nel baltico è necessario munirsi di potenti canne da 8 oz e di grossi bull daw o shad di gomma da recuperare lenti vicino al fondale. Sicuramente è una tecnica più lenta che richiede molta più costanza, più lanci nella stessa area e quindi a mio parere più noiosa, ma poi...

Questo bel 95 cm ha attaccato il mio bull-daw rosa proprio su una secca che passava dai 20 agli 8m.

In ogni caso se decidete di andare in questo eldorado della pesca al luccio dimenticatevi della fama di pesce pigro e debole che in molte parti del mondo gli viene associato, in svezia è tutt' altra cosa e spesso durante l' attacco non lo riconoscerete.


Un saluto da Federico Castignoli e NSF

Sharks on jig !

Gli squali sono le creature marine che più suscitano il nostro timore e la nostra rispettosa deferenza. Ci sono pochi pesci che riescono a farti sentire impotente al loro cospetto quanto gli squali ..... chiunque abbia avuto la fortuna di fare il loro incontro in pesca, sa quanta tensione ci sia durante un combattimento con questi signori del mare.

Rodrigues, un ottimo spot per gli squali

Io squalo non è aprezzatissimo da molti jigger che lo vedeno come un opportunista che non perde occasione per scipparci prede e artificiali. Effettivamente in alcune situazioni è veramente fastidioso trovarsi a pescare in mezzo agli squlali, ma il buon pescatore dovrebbe essere in grado di sfruttare la situazione, per tentare di confrontarsi con questi potentissimi predatori.

Un paio di mozzichi

La cattura di un esemplare, sia grande che piccolo, è spesso determinata da una buona dose di fortuna, infatti se allamare uno squalo non è rarissimo, tirarlo fuori è ben altra cosa. In un combattimento di questo tipo, tutto deve andare bene, l'assist hook deve essere piantato saldamente e in un punto dove non arrivino i denti della bestiaccia, il leader deve rimanere lontano dalle pinne e da quelle parti dove la pelle è più abrasiva, altri esemplari non devono intromettersi provando a portare via il cibo (il jig che rimane penzolante) dalla bocca del pesce allamato, ecc.

Anche il polpetto dell'inchiku sembra piacere molto agli squali.

E ora chi lo slama ?

Una delle particolarità degli squali è la fuga, subito riconoscibile, e che non lascia dubbi su quello che abbiamo allamato. Al contrario di altri pesci lo squalo non fa fughe particolarmete veloci (ovviamente tutto dipende da taglia e specie) , ma grazie a una resistenza incredibile, tende a procedere, come se non si fosse accorto che è stato preso all'amo, e forse a volte capita proprio così .

Squalo volpe preso a oltre 200 meri di profondità.

Come tutte le cose, anche la pesca se portata al suo estremo, può risultare pericolosa, è quindi fondamentale che, se ci si trova per scelta o evenienza a confrontarsi con questi pesci, la nostra attenzione e qualla di chi abbiamo intorno sia massima. In questi casi l'imperativo è quello classico, ovvero non fare niente di stupido! Sembra scontato da dirsi, ma spesso la concitazione che si cera in barca quando si vede salire in superfice la sagoma di questi animali, crea molto scompiglio a volte anche nell'aquipaggio della barca su cui ci troviamo, l'unico modo per minimizzare la possibilità di incidenti è quella di fare le cose con estrema calma e decisione, e tenere presente che mentre noi ci stiamo divertendo loro invece lottano per sopravvivere.

New School Fishing Crew