From shore … pesca tropicale da terra #2

Le nostre battute di pesca sono state influenzate in maniera determinante dalle maree, che susseguendosi durante la giornata, un ciclo ogni sei ore, rendevano praticabile e fruttuoso un ambiente rispetto ad un altro e viceversa, scoprendo di volta in volta ampie porzioni di flat corallina o di roccia e attivando la catena alimentare, che nei momenti successivi e immediatamente precedenti ai picchi, faceva entrare in attività i predatori.

Hi tide .... low tide.

Il ciclo di marea si sussegue e si sposta in avanti di circa un'ora ogni giorno, per entrare in sintonia con questo mutare del mare, abbiamo provato ad adattare le nostre abitudini giornaliere, momenti di riposo e pasti, in modo da farli coincidere con i momenti di minor attività dei pesci, questo se da un lato ci ha portato a pranzare e cenare alle ore più disparate, dall’altro ci ha permesso di trovare un feeling con l’ambiente e lo scorrere del tempo, tale da farci muovere in perfetta sincronia con la natura che ci circondava, ottenendo anche ottimi risultati in termine di catture.

Spesso un confronto con i locali si dimostrava determinante... ma non per la pesca.

La leggenda che pescare nei mari tropicali sia facile è da sfatare subito , un approccio approssimativo, oltre che essere pericoloso, e farsi male è facile come nei nostri mari, anzi forse più facile, non può che portare al cappotto, e visto il clima e l’investimento di tempo e denaro, la cosa diventa molto difficile da sopportare.

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From shore … pesca tropicale da terra #1

Un uomo una canna e poco altro, un ritorno alle origini, solo così si può definire questa nostra esperienza di più di un mese, vissuta alle isole Andamane in India.

Ci sono posti dove si vede molto di più di quello che è semplicemente visibile.

Le Andamane sono isole facenti parte, insieme alle Nicobare, dell'Unione Indiana e sono situate nella parte meridionale del Golfo del Bengala, sono ricoperte da una giungla di legni pregiati, con lunghe spiagge, mangrovie e paludi costiere, e in alcune aree, sono ancora popolate da tribù indigene con fama di cannibalismo, ormai ridotte a un pugno d’individui confinati in riserve. Nella maggior parte dei casi quando si parla di pesca tropicale, e in particolare di spinning, ci vengono alla mente le immagini di catture importanti fatte da una imbarcazione e troppo spesso si dimentica che anche senza l’ausilio di imbarcazioni si possono vivere grandi avventure.

Meditazione sotto la pioggia durante la pesca in una flat.

Come nella vita, anche nella disciplina della pesca, le cose che danno maggiori soddisfazioni comportano molta fatica ed il superamento di grandi difficoltà. La più grande differenza tra pesca da imbarcazione e pesca da terra sta soprattutto in questo, cioè nella determinazione necessaria per affrontare con successo la seconda, senza nulla togliere al fascino della prima opzione.

Tra tutti i possibili scooter che cierano sull'isola di Havelock noi eravamo quelli col più stiloso.

Un'altra sostanziale differenza è il ritmo col quale è possibile approcciare uno spot, la velocità degli spostamenti è molto influenzata da che ambiente avremo da affrontare, ma camminando, sicuramente non saremo soggetti al passo del nostro mezzo di trasporto, avendo quindi la possibilità di esplorare e godere fino in fondo l’ambiente che ci circonda… e spesso ci si trova in veri e propri angoli di paradiso.
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Andaman express - Jigging

Il VJ ricopre senza dubbio la maggior parte delle potenzialità non ancora scoperte di questo spot tropicale. Infatti tutti i charter perferiscono praticarlo sull'Invisible Bank, che conoscono molto bene, tralasciando però gli spot più vicini alle isole, e sottoponendo i loro clienti a quasi 4 ore di trasferimenti per ogni battuta di pesca.

Una fase di ricerca con l'ausilio di un piccolo gps e un ecoscandaglio economico.

Purtroppo i pescatori locali non avevano un idea chiara di cosa fosse il vertical jigging, e questo insieme alla mancanza di spot sicuri ci ha fatto stare in pesca molto poco, dovendo dedicare molto tempo alla ricerca degli spot. Nonostante tutte queste difficoltà, le potenzialità del posto sono venute alla luce, regalandoci sessioni veramente intense ed entusiasmanti.


Spesso vicino a strutture sommerse si trovavano branchi misti di White e Giant Trevally.

Trovati i riferimenti geografici giusti sulle carte e parlando, sia con le guide diving che con i pescatori locali, la pesca si è rivelata molto fruttuosa regalandoci moltissime doppiette e strike a ripetizione.


A dispetto della taglia questi carangidi sono tra i più combattivi e la violenza con cui attaccano il jig fa sempre pensare di aver incannato qualcosa di meglio.

Le prede più abbondanti sono stati senza dubbio i carangidi , mentre per i pelagici ci siamo dovuti accontentare di qualche sporadico bonito, comunque di taglia interessante.
Una cosa che ci ha sorpreso è stata la mancanza di pesci di fondo, come cernie e snapper, che nel sottoriva invece erano veramente abbondantissimi. Anche per quel che riguarda il vertical jigging l'azione di pesca era molto influenzata dalle maree, che nei momenti di massima rendevano le cose un po più statiche ... comunque non per molto.

GT preso all'inbrunire dopo il cambio della merea.

Cercare le strutture nei punti dove le correnti sono più intense e le variazioni di profondità sono più importanti, si è rivelato anche questa volta un metodo valido per individuare il pesce in attività, ma come spesso avviene anche in mediterraneo, bastava spostarsi di poche decine di metri per non essere più in pesca, anche in questi casi si è rivelato prezioso il contributo dei pescatori locali, veramente abili a tenere la posizione e limitare lo scarroccio.

Momento della pesa di un GT trattenuto per l'equipaggio.

Le sessioni di VJ ci hanno fatto vedere che anche in questo caso non è necessario fare molte miglia per potersi divertire, e che il posto è ancora tutto da scoprire, poichè i locali non hanno i mezzi per sfruttarlo, e i charter con clientela internazionale , non considerano vantaggioso mettersi ad esplorare le zone costiere, avendo già anni di esperienza fatti col trolling sui bank.
Parlando poi con alcuni pescatori inoltre abbiamo appreso che ci sono periodi in cui i pelagici, come i dogtooth gli yellowfin e i rostrati, accostano in grossi banchi formando mangianze incredibili.


Ultima doppietta di GT che ci ha fatto chiudere in bellezza le uscite a vertical jigging alle Andaman.

La nostra esperienza è stata molto positiva e ci ha definitivamente convinti che con i giusti mezzi e nei giusti periodi queste isole da sogno possono essere anche per il vertical jigging una meta fantastica, con tante catture di pesci combattivi e divertenti, senza dover fare viaggi particolarmente lunghi o spendere chissà quale capitale.

Saluti Luca e New school fishing crew